In dubbio la garanzia del fabbisogno vitale per i beneficiari di PC

Il Consiglio nazionale ha trasformato la riforma delle PC in un piano di austerità, contrariamente a quanto prevedeva il progetto del Consiglio federale che non metteva a repentaglio il livello delle prestazioni. Le proposte di tagli che sono state approvate assestano un colpo particolarmente duro ai beneficiari di PC. Il Consiglio nazionale sembra non curarsi del rischio a cui potrebbero andare incontro numerose persone con una disabilità, ovvero quello di ritrovarsi in situazioni di precarietà finanziaria. 

Garantire il fabbisogno vitale è un principio ancorato nella Costituzione. Per questo esistono le prestazioni complementari, che intervengono laddove il primo pilastro non sia sufficiente. Le decisioni del Consiglio nazionale rischiano ora di far vacillare questo principio. Tra le più colpite dalla riforma vi sono le persone con una disabilità, tra cui i tanti affetti da SM: per quasi la metà dei beneficiari AI, le PC sono fondamentali per raggiungere il minimo necessario per vivere.

Particolarmente discutibile è la decisione di incrementare in misura solo marginale i contributi alla locazione, sebbene gli attuali prezzi di riferimento per i cosiddetti «importi massimi riconosciuti per le spese di pigione» risalgano addirittura al 2001. Da allora gli affitti hanno conosciuto un aumento esponenziale, di ordine superiore al 20 percento. A ciò si aggiunge il fatto che ai Cantoni dovrebbe essere attribuita la facoltà di fissare, secondo propri criteri, contributi ancora inferiori, con il rischio quindi che scendano addirittura al di sotto del livello attuale. La decisione del Consiglio nazionale si riversa contro quelle persone che già oggi, a causa dei tagli messi in atto presso altri enti sociali e della tattica dilatoria, vivono al limite della povertà.

Per fortuna è previsto almeno un aumento dei contributi forfettari per le persone in sedia a rotelle. La loro situazione, infatti, è ancora più drammatica. Al momento non hanno praticamente nessuna possibilità di potersi permettere un'abitazione fruibile con sedia a rotelle, trattandosi di solito di edifici nuovi dai prezzi esorbitanti.

Soffrono i bambini e le persone con SM che vivono negli istituti

La Camera ha approvato altri tagli a sfavore dei beneficiari di PC che avranno ripercussioni sulle persone con una disabilità. Ha deciso per esempio di ridurre i contributi ai figli dei beneficiari di PC: in futuro una famiglia composta da quattro persone, con figli di età inferiore agli 11 anni, dovrebbe ricevere 600 franchi in meno al mese rispetto ad oggi. Nonostante la risicata maggioranza, non è stata poi raggiunta la maggioranza assoluta per la misura che prevedeva la presa in carico delle spese di custodia complementare alla famiglia e dunque contro il freno alla spesa. Altrettanto duro il colpo per chi abita negli istituti di cura: il Consiglio nazionale non vuole concedere un contributo minimo per le spese personali. Di conseguenza, chi vive nel cantone sbagliato non ha un contributo sufficiente a coprire neanche l'essenziale, per esempio l'acquisto di vestiti o il parrucchiere. Inoltre, con il computo al 100 percento del reddito del coniuge, il Consiglio nazionale accetta che si producano effetti disincentivanti.

Da un piano equilibrato a un pacchetto di austerità

Questi sono solo alcuni degli esempi che prefigurano lo smantellamento in atto a livello di prestazioni. Il Consiglio nazionale sta trasformando in un pacchetto di austerità un progetto del Consiglio federale che si presentava inizialmente come abbastanza equilibrato. Inclusion Handicap si farà portavoce delle istanze della Società SM e delle altre organizzazioni associate nel corso della procedura di appianamento delle divergenze per assicurare il fabbisogno vitale dei beneficiari di PC.