NMOSD

NMOSD

Disturbi dello spettro della neuromielite ottica

In passato i disturbi dello spettro della neuromielite ottica venivano considerati una forma particolare di sclerosi multipla (SM). In seguito alla scoperta di specifici autoanticorpi, sono oggi considerati una malattia a sé stante. Come la SM, sono una malattia autoimmune che interessa il sistema nervoso centrale. Tuttavia si distinguono dalla SM per alcuni aspetti e necessitano in parte di altre terapie specifiche. Per queste ragioni sono qui descritti i NMOSD.
 

Cosa sono?

I disturbi dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD, dall’inglese NeuroMyelitis Optica Spectrum Disorders) sono un disturbo del sistema nervoso centrale come la SM. Ad essere interessati sono soprattutto il midollo spinale (neuromyelitis: midollo spinale infiammato) e il nervo ottico (optica). Oggi sappiamo che può interessare anche altre aree del cervello, per questo motivo il nome è stato ampliato della dicitura «disturbi dello spettro». A causa di una disregolazione del sistema immunitario vengono attaccate le cellule proprie dell’organismo nel sistema nervoso centrale.

Una particolarità degli NMOSD è che nel sangue della maggior parte delle persone interessate (circa il 70-80%) è possibile riscontrare un anticorpo specifico, principale responsabile di questo disturbo. Il sistema immunitario dell’organismo produce erroneamente anticorpi di tipo IgG diretti contro l’acquaporina 4 (AQP4). L’acquaporina 4 è una proteina che forma un canale d’acqua intorno alle cellule dell’organismo assicurando così un bilancio idrico equilibrato nelle cellule. Molto spesso a essere colpite sono cellule specifiche del sistema nervoso centrale, i cosiddetti astrociti. Gli astrociti svolgono diverse funzioni importanti, specialmente di supporto e nutrimento di altre cellule nervose e di conservazione della barriera ematoencefalica.

Se gli astrociti vengono colpiti dagli anticorpi e di conseguenza anche da altre cellule immunitarie, si ingrossano e possono morire. In seguito a questi processi infiammatori vengono danneggiate anche altre cellule nervose, tra cui le cellule che formano le guaine protettive dei nervi, provocando quindi una demielinizzazione, ovvero la distruzione di questa guaina protettiva.

Nel sangue di alcuni pazienti non è possibile riscontrare l’anticorpo anti-acquaporina 4. In questi casi è importante verificare le procedure di laboratorio con cui è stato svolto l’esame (deve trattarsi di un cosiddetto «saggio cellulare»). A volte il test deve essere ripetuto dal momento che nel sangue degli interessati non è sempre presente la stessa quantità di anticorpi. Eppure, anche dopo esami ripetuti, alcuni pazienti continuano a risultare «negativi agli anticorpi» (circa il 20-30%). In questi pazienti la patologia non si differenzia rispetto ai pazienti «positivi agli anticorpi».

In alcune persone colpite è possibile individuare anticorpi ad es. contro MOG, in altre invece non vi è riscontro anticorpale. Si ritiene che in questi casi all’origine della malattia siano coinvolti anticorpi contro altre strutture che finora non sono ancora stati scoperti.

Sintomi

Nel caso dei NMOSD la malattia è caratterizzata da attacchi: i sintomi tendono quindi a manifestarsi all’improvviso. Gli attacchi possono causare ad esempio disturbi alla vista, paralisi, parestesie, problemi di coordinazione e di equilibrio, disturbi di deambulazione, stipsi o difficoltà di svuotamento della vescica. Grazie all’imaging a risonanza magnetica, SM e NMOSD possono essere ben distinti l’uno dall’altro poiché i focolai infiammatori (chiamati anche lesioni) presentano un diverso aspetto e una diversa distribuzione. Il danno causato da un singolo attacco nel caso dei NMOSD è spesso più grave rispetto alla SM dal momento che l’entità della distruzione nervosa è solitamente maggiore.

Decorso

I NMOSD hanno un decorso recidivante. Dopo un primo attacco il rischio di altri attacchi è molto elevato (90%). Le forme croniche progressive costituiscono un’assoluta eccezione. Già i primi attacchi possono causare gravi disabilità con limitazioni della capacità visiva o anche cecità e dipendenza dalla sedia a rotelle.

Trattamento

Gli attacchi devono essere subito trattati con una terapia contro le recidive che prevede somministrazioni di cortisone ad alto dosaggio e lavaggi del sangue (plasmaferesi, immunoassorbimento). Numerosi dati dimostrano ormai l’importanza di iniziare una terapia contro le recidive subito dopo o nell’arco di pochi giorni dall’insorgenza dei sintomi. Ciò infatti aumenta le possibilità che i sintomi scompaiano e che i danni permanenti vengano minimizzati.

Dal momento che gli attacchi sono solitamente gravi, deve essere avviata già dopo il primo episodio una terapia a lungo termine. Si tratta di terapie farmacologiche che influiscono sul sistema immunitario. Fino al 2020 non esisteva alcuna terapia immunitaria autorizzata per i NMOSD, per questo motivo in precedenza tutte le persone interessate venivano trattate con medicinali non ufficialmente omologati a tale scopo («off label»). Le terapie «off label» più frequenti sono l’azatioprina, il micofenolato mofetile e altri immunosoppressori, nonché il rituximab (Mabthera®). Per i pazienti positivi agli anticorpi anti-acquaporina 4, dal 2020 sono omologati in Svizzera il satralizumab (Enspryng®) e l’eculizumab (Soliris®).

Va considerato che molte immunoterapie per la SM non solo non sono efficaci contro i NMOSD, ma possono persino peggiorare la malattia.

Il trattamento sintomatico (procedure medicamentose, fisioterapia, ergoterapia, logopedia, accompagnamento psicologico, mezzi ausiliari) deve essere personalizzato. A tal proposito valgono gli stessi principi del trattamento dei sintomi della SM. Ulteriori informazioni a riguardo sono disponibili su questo sito alla sezione «Terapia sintomatica della SM» o nelle nostre fogli informativi «Info-SM».

Occorrenza

I NMOSD sono molto più rari della SM. L’incidenza varia a seconda della regione geografica e dell’appartenenza etnica tra 0,3 e 4,4 casi su 100’000 abitanti. Il numero stimato delle persone colpite in Svizzera è fra 30 e 380. La SM ha un’incidenza 40 volte superiore.

Nei NMOSD il rapporto delle donne colpite rispetto agli uomini è di 9:1. L’età di esordio della malattia si attesta in media poco sotto i 40 anni, sebbene i NMOSD possano insorgere anche durante l’infanzia o in età più avanzata.

Diagnosi

La formulazione della diagnosi di NMOSD è data dalla presentazione clinica dei sintomi, dall’imaging a risonanza magnetica e dai risultati di laboratorio. Un importante criterio diagnostico è dato dalla presenza o dall’assenza di anticorpi contro l’acquaporina 4. In presenza degli stessi è sufficiente la prova di una presentazione clinica tipica. In assenza di anticorpi devono essere rilevate due presentazioni cliniche tipiche in sedi diverse. Devono essere escluse altre possibili diagnosi.

Desiderio di maternità

Per quanto riguarda il desiderio di maternità e la gravidanza in caso di NMOSD, i dati disponibili sono scarsi a causa del ridotto numero di pazienti. I dati esistenti suggeriscono un aumento del rischio di recidiva dopo il parto. Fino ad ora non è stato possibile stimare l’entità di tale rischio. Essendo l’acquaporina 4 presente anche nella placenta, il rischio di aborti spontanei nelle donne con NMOSD sembra essere maggiore. L’anticorpo anti-acquaporina 4 inoltre può attraversare la barriera placentare e raggiungere il feto, senza tuttavia causare i sintomi della malattia nei neonati.

Nell’impiego di immunoterapie, i benefici e i rischi vengono valutati individualmente insieme agli interessati.

In caso di desiderio di maternità e di gravidanza in corso, i pazienti con NMOSD devono essere assistiti a livello interdisciplinare insieme alla neurologa e alla ginecologa.

Prospettiva/ricerca

Nell’ambito dei NMOSD si stanno svolgendo numerose ricerche anche con il sostegno della Società svizzera SM. Lo scopo è conoscere meglio la malattia, dal momento che vi sono ancora molti aspetti irrisolti. Fortunatamente proprio nel campo delle immunoterapie sono appena state sviluppate nuove opzioni terapeutiche efficaci. Altre terapie sono in corso di verifica o stanno per essere autorizzate. Sarà così possibile intervenire più efficacemente in fase di trattamento in base alle specifiche individuali (intolleranza, mancanza di efficacia, altri aspetti).

×