I punti forti della ricerca

I punti forti della ricerca

Su cosa si concentra la ricerca? Quali sono le scoperte più recenti sulla SM? Qui vi forniamo alcune notizie.

Fortunatamente, la ricerca medica sulla sclerosi multipla procede a pieno ritmo. Numerosi studi testano di continuo nuove sostanze e le scoperte più attuali vengono integrate al più presto nella pratica clinica.

La ricerca sulla SM si focalizza nel settore della neuroimmunologia. Questo settore di ricerca studia le interazioni tra il sistema immunitario e il sistema nervoso. Non è ancora provato se il sistema immunitario svolge un ruolo primario all’inizio della malattia o se è invece solo secondario, cioè attivato in modo falso come conseguenza di un danno non ancora conosciuto.

Oltre all’ambito neuroimmunologico, nei prossimi anni saranno promossi un numero sempre maggiore di programmi di ricerca multidisciplinari, che coinvolgeranno più ambiti, con l'obiettivo di incentivare i ricercatori di altri settori ad aprire nuove strade alla ricerca sulla sclerosi multipla.

Affinché la SM sia un giorno una malattia guaribile sono necessari diversi approcci scientifici nella ricerca e una buona cooperazione interdisciplinare. Qui di seguito riportiamo i principali temi di studio:

  • Presentazione antigenica e attivazione delle cellule T

    Si parte dal presupposto che la cascata infiammatoria nella SM é tenuta attiva attraverso la stimolazione continua delle cellule T da parte delle cosiddette cellule presentanti l'antigene.

    Questa attivazione si realizza tramite l’«aggancio» di diverse proteine di superficie presenti su queste cellule. Se l’attivazione fosse bloccata in modo mirato, la risposta infiammatoria non si avvierebbe nemmeno.

  • Blocco dell’attivazione delle cellule B

    Le cellule B sono cellule del sistema immunitario che, se rispondono a un "falso" stimolo, possono produrre anticorpi contro proteine del proprio organismo. L’obiettivo della ricerca è quello di impedire alle cellule B di produrre anticorpi dannosi che possano contribuire ai processi di degenerazione delle cellule nervose.

  • Controllo della barriera ematoencefalica

    In genere il cervello e il midollo spinale sono protetti da ospiti indesiderati grazie alla barriera ematoencefalica (parete tra i vasi sanguigni nel cervello e midollo spinale) che controlla il passaggio delle cellule e delle molecole in modo analogo al check-in di un aeroporto.

    Tuttavia, nella sclerosi multipla le cellule T autoaggressive migrano dalla circolazione sanguigna, tramite un processo a più stadi (adesione, migrazione, permeabilità), passando attraverso le barriere ematoencefaliche nel sistema nervoso centrale, contribuendo alla distruzione dei tessuti. L’obiettivo di molte ricerche è quello di bloccare uno o più di questi passaggi.

  • Il ruolo dei macrofagi

    I macrofagi sono un tipo particolare di leucociti capaci per esempio di «fagocitare» direttamente un agente patogeno. Sono anche noti come «cellule fagocitarie» e nella SM hanno un ruolo centrale, poiché divorano le guaine mieliniche che isolano le fibre nervose. Fino ad oggi non esiste nessuna strategia terapeutica in grado di agire in modo mirato e selettivo su questo tipo di cellule.

  • Degenerazione assonale

    I farmaci neuroprotettivi dovrebbero impedire la distruzione delle fibre nervose (degenerazione assonale). La scelta di impiegare fattori neurotropi, molecole che stimolano la rigenerazione delle cellule nervose, è dovuta al fatto che essi hanno anche proprietà antinfiammatorie.

  • Strategie di rimielinizzazione

    Per riparare il tessuto nervoso è necessario avviare la riformazione delle guaine mieliniche: da un lato mediante l’attivazione delle cellule addette alla produzione di mielina (oligodendrociti) e dall’altro tramite il trapianto di altre cellule. Per quest’ultimo sono stati testati diversi tipi di cellule, tra cui le cellule staminali.

  • Nuovi immunosoppressori e immunomodulatori

    Dai nuovi preparati ci si attende una maggiore efficacia, meno effetti collaterali, tolleranza a lungo termine e facile somministrazione (ad es. in forma di compresse). Attualmente sono molte le sostanze, tra quelle nuove e quelle dimostratesi efficaci in altre applicazioni, a essere testate clinicamente. Tra queste rientrano le statine e gli ormoni sessuali.

  • Studio di coorte

    Nell’ambito di uno studio di coorte un gruppo di persone con una malattia specifica viene analizzato e documentato a intervalli regolari per un periodo di tempo prolungato in base a metodi predefiniti.

    Lo studio di coorte svizzero sulla SM prevede un colloquio ogni 6 o 12 mesi e una visita che ha le stesse caratteristiche di un controllo di routine presso il proprio neurologo. In aggiunta, viene effettuato un prelievo del sangue e, se giustificato dal punto di vista medico, una risonanza magnetica all’anno, per poter aver un confronto dei risultati.

    L’obiettivo dello studio di coorte è quello di documentare regolarmente e su un lungo periodo un gruppo ben definito di circa 1000-2000 persone con SM. In particolare si vuole raccogliere sistematicamente dati standardizzati sul loro stato di salute, grazie anche a analisi del sangue e risonanze magnetiche, al fine di conservarli e analizzarli per progetti e sottoprogetti futuri. Vista la durata dello studio, che si prevede essere di almeno 10 anni, si potranno inoltre ottenere maggiori informazioni sul decorso della malattia nei singoli pazienti, in modo da valutare la sicurezza e l’utilità dei nuovi medicamenti per la SM.

    Dall’inizio dello studio, nel giugno del 2012, fino a dicembre 2015, nelle cliniche che prendono parte allo studio, sono già state reclutate 970 persone con SM. In tutto sono state svolte 2’772 visite e la percentuale di pazienti che è uscita dallo studio è molto bassa, si attesta infatti al 5.1%. Fino a ora, nel complesso, è stato possibile raccogliere più di 75’000 dati singoli e sono state fatte 1’577 risonanze magnetiche. I risultati sul lungo termine potranno dare un contributo importante per comprendere meglio la SM.