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A tu per tu con Jonathan

In occasione della Giornata Mondiale della SM, la Società svizzera SM vi presenta le storie di Silvia, Jonathan e Annarella - tre persone con SM che vivono in Ticino - per portare all’attenzione dell’opinione pubblica i pregiudizi e gli stereotipi riguardanti la malattia, ma anche le difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana.

Chi sei e come è arrivata la diagnosi di SM?
Mi chiamo Jonathan, ho quasi 25 anni e nel 2018 mi è stata diagnosticata la SM. All’inizio mi sono sentito come se mi fosse crollato il mondo addosso. Ero sotto choc. Conoscevo già la malattia ed ero spaventato da come sarebbe potuta cambiare la mia vita. Sono sorti anche mille dubbi: sarei riuscito a portare a termine gli studi? Avrei potuto continuare a praticare sport? La SM è una patologia cronica e degenerativa, mi ha stravolto la vita, il modo di vedere le cose. Col tempo mi sono reso conto che dovevo accettare la mia nuova condizione. Non è sempre facile, perché ci sono momenti in cui la malattia prende il sopravvento. La spossatezza (fatigue) è il sintomo che mi limita di più. Il sostegno della Società svizzera SM è stato fondamentale. Mi ha aiutato a livello sociale, con la malattia, con gli studi e non da ultimo ho potuto conoscere altre persone con SM con le quali confrontarmi.

Quali sono le difficoltà che hai dovuto affrontare a causa della SM?
La mia passione sono le corse in go-kart. Ho iniziato a correre nelle categorie minori già all’età di 6 anni. Il mio sogno nel cassetto era diventare un pilota professionista. Negli anni ho raggiunto i miei primi traguardi. Poi è arrivata la SM, che ha influito anche sul mio rendimento scolastico. Studio ingegneria elettronica a Biel/Bienne. Lo sport mi aiuta molto a contrastare la malattia. Quando corro è come se il tempo si fermasse e per un momento riesco a liberarmi da tutti i miei problemi.

Quale messaggio vorresti dare alle persone?
Alle persone con SM vorrei dire di provarci sempre. Nonostante una diagnosi del genere è possibile avere ancora obiettivi e una vita normale. Ognuno ha le proprie forze e i propri mezzi con i quali raggiungere i propri traguardi. Probabilmente ci arriveremo in modo differente, dobbiamo solo trovare la nostra strada.

Oggi Jonathan è tornato in pista combattendo la SM, inoltre è ambasciatore della Società svizzera SM perché vuole dimostrare che malgrado la SM è possibile fare sport e vivere una vita il più possibile normale.

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