La mente umana può attraversare diversi stati di coscienza: dalla veglia al sonno, fino al coma e, infine, la morte. La coscienza critica, tramite la quale ci relazioniamo al mondo esterno, occupa la maggior parte dello stato di veglia. È tuttavia possibile entrare in uno stato di trance, una sorta di immersione interiore che crea una distanza dal mondo esterno. In questo stato, il cervello è particolarmente ricettivo a immagini e a nuovi pensieri. «Tuttavia, il controllo volontario permane: una persona in trance o sotto ipnosi può porre fine a questo stato in qualsiasi momento», spiega la professoressa Berna Renella. Esempi di stati di trance spontanei possono essere il fantasticare, l’essere completamente assorti in un libro tanto da perdere il senso del tempo e del luogo, oppure camminare o guidare in modo automatico. «L’ipnosi presuppone tuttavia che la persona sia in grado di mantenere uno stato di concentrazione focalizzata. Questo è il motivo per cui questo metodo può essere difficile da praticare in caso di disturbi dell’attenzione significativi, quando la capacità di concentrazione è molto ridotta», aggiunge.
Sinora i risultati scientifici sono scarsi
La ricerca scientifica dimostra che l’ipnosi può essere particolarmente efficace nel trattamento del dolore. Gli studi hanno dimostrato effetti da moderati a medi nel trattamento del dolore cronico e risultati più significativi nel trattamento del dolore e dell’ansia acuti, ad esempio durante l’inserimento di un accesso venoso.
Inoltre, vi sono prove promettenti della sua efficacia nel trattamento dei disturbi del sonno, della stanchezza intensa legata al cancro e delle vampate di calore causate dalla menopausa.
Le ricerche sull’uso dell’ipnosi in caso di SM rimangono sinora molto limitate, ma alcuni studi su piccola scala hanno evidenziato effetti positivi sul dolore e sul benessere mentale.
Meccanismi dell’ipnosi
Le persone che soffrono di dolori cronici sono spesso intrappolate in un circolo vizioso fatto di dolore, stress, focalizzazione eccessiva sulla sofferenza e una tensione generalmente negativa. «Dal momento che i farmaci non possono agire su tutti i fattori di questo circolo vizioso, è utile ricorrere a tecniche complementari», afferma la Prof.ssa Dott.ssa Berna Renella.
L’ipnosi può aiutare a distogliere l’attenzione dal dolore e orientarla verso aspetti più positivi. Può anche aiutare a rivalutare le situazioni dolorose. «Il dolore, come certe sensazioni allo stomaco, possono essere ambivalenti. Possono essere interpretate negativamente come un possibile segnale di un tumore, ma possono anche essere percepite in modo neutro, come un segno di digestione intensa o un pasto troppo abbondante», spiega la referente. Inoltre, l’ipnosi attiva il sistema nervoso parasimpatico, che è coinvolto nella risposta di rilassamento, ovvero l’opposto di una risposta di stress.
Esempi pratici
Con l’aiuto di esempi pratici, la professoressa Berna Renella ha poi illustrato come l’ipnosi possa aiutare le persone con SM. Ad esempio, una donna di 56 anni con SM soffriva di forti dolori alle gambe e di fatigue cronica. Nonostante ciò, ricopriva una posizione dirigenziale e lavorava a tempo pieno in una grande azienda. «L’obiettivo della paziente, supportato anche da sedute di ipnosi, era di riuscire a prendersi più cura di sé, per esempio praticando sport regolarmente», spiega.
Durante il percorso è emerso che il carico di lavoro era così gravoso che la paziente non aveva più il tempo e le energie per prendersi cura di se stessa o per praticare sport. «Siamo riusciti gradualmente a risvegliare in lei la consapevolezza dei propri bisogni e dei modi per proteggerli. Questo ha reso possibile una visione più positiva del futuro, a dispetto della situazione iniziale che si presentava piuttosto cupa». La paziente ha finalmente ridotto l’orario di lavoro al 60%. In questo modo, è stata in grado di prendersi cura di sé e di fare attività fisica regolare. Di conseguenza, si è sentita più capace di affrontare le sfide legate alla sua salute e il dolore ha assunto un ruolo meno centrale nella sua vita. I dolori non erano certo scomparsi, ma erano diventati molto più tollerabili.
Scegliere bene il proprio o la propria terapeuta
Molti corsi di formazione in ipnosi non richiedono qualifiche in campo medico. «Poiché la SM è una malattia, consiglio di rivolgersi a un/a professionista con competenze mediche che valuterà la necessità di ricorrere ad altri trattamenti e se l’ipnosi è opportuna», sottolinea la professoressa Berna Renella. In Svizzera, le Società di ipnosi medica (SMSH – Société Médicale Suisse d’Hypnose), di psicologi praticanti (SHYPS – Société d’Hypnose Clinique Suisse), così come l’Institut Romand hypnose Suisse (IRHYS – Institut Romand d’Hypnose Suisse) mettono a disposizione elenchi di membri del corpo medico, sanitario o psicologico certificati in ipnosi.
Conclusione
Sebbene la ricerca sull’ipnosi nel contesto della SM sia ancora limitata, studi preliminari ed esperienze cliniche mostrano risultati positivi. L’ipnosi può quindi rivelarsi uno strumento prezioso per affrontare i dolori e lo stress psicologico legati alla SM. Il successo della terapia dipende tuttavia da un uso competente della tecnica da parte di specialisti/e adeguatamente formati/e e con una buona conoscenza dei sintomi da trattare.
Articolo specializzato: «Ipnoterapia per la SM»
«MS State of the Art Symposium»
L’«MS State of the Art Symposium», il più importante congresso specialistico sulla sclerosi multipla in Svizzera, è organizzato dalla Società svizzera SM e dal suo Consiglio medico-scientifico. Nel 2025 il simposio si è svolto il 25 gennaio presso il KKL Luzern.