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Contrasto

Fattori di rischio genetici per la gravità della SM e la risposta alla terapia

Focus sulla ricerca

Un nuovo ampio studio dimostra che le differenze genetiche nelle persone affette da SM possono aiutare a prevedere la gravità del decorso della malattia e la risposta dei pazienti alle terapie.

Contesto

La SM ha un decorso diverso in ogni persona: a volte rimane stabile a lungo, altre volte le limitazioni fisiche si sviluppano più rapidamente. Finora è difficile valutare precocemente chi presenta un rischio maggiore di un decorso grave. Sebbene siano note oltre 200 varianti genetiche che aumentano il rischio di SM, i singoli geni non sono stati finora in grado di spiegare il decorso della malattia. Per altre malattie è stato dimostrato che può essere utile prendere in considerazione una combinazione di diversi fattori genetici per riconoscere le diverse forme della malattia.

Studio attuale

Nello studio qui descritto sono stati analizzati i dati genetici di 1'455 persone affette da SM del Galles, successivamente confermati in un gruppo indipendente di 272 persone affette da SM dei Paesi Bassi. Con l'ausilio di moderni metodi statistici, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi genetici (cluster) in base ai loro profili di rischio genetico. All'inizio, età, sesso e durata della malattia erano distribuiti in modo simile in tutti i gruppi.

Risultati

Lo studio suggerisce che determinate combinazioni di varianti genetiche influenzano la rapidità con cui si sviluppano disabilità permanenti nella SM. Due dei tre gruppi (cluster 2 e 3) hanno raggiunto livelli di disabilità più gravi molto prima rispetto al cluster 1. Queste differenze si sono manifestate indipendentemente dalla frequenza delle recidive, il che indica che i fattori genetici controllano anche processi non direttamente correlati all'infiammazione, come i danni ai nervi o i meccanismi di riparazione limitati. 

È inoltre rilevante il fatto che i gruppi genetici abbiano reagito in modo diverso alle terapie. Le persone del cluster 2 hanno tratto un netto beneficio dalle terapie modificanti il decorso della malattia: in questo gruppo, con il trattamento, un EDSS 6.0 è stato registrato in media 11,7 anni più tardi. Negli altri cluster questo effetto era nettamente inferiore o non rilevabile. Ciò suggerisce che in futuro le informazioni genetiche potrebbero aiutare a utilizzare le terapie in modo più mirato e precoce.

Conclusione

Questo studio dimostra per la prima volta che la SM può essere suddivisa in sottogruppi clinicamente rilevanti sulla base di modelli genetici. Questi si differenziano per il decorso della malattia e la risposta alla terapia. 

A lungo termine, ciò potrebbe aprire la strada a un trattamento personalizzato della SM, in cui le informazioni genetiche aiutino a selezionare precocemente la terapia giusta per la persona giusta. A tal fine, tuttavia, sono necessari ulteriori studi su ampi gruppi di persone affette da SM per comprendere meglio la rilevanza di questi cluster.

 

Link allo studio (in inglese, a pagamento)

Sottotipi genetici associati alla gravità della sclerosi multipla e alla risposta al trattamento. 

Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry, 2026.