REPAIRED-MS: Valutazione dei pattern di rimielinizzazione mediante imaging avanzato e modelli predittivi basati su intelligenza artificiale nella sclerosi multipla.
Domande ad Alessandro Cagol
Qual è l'ipotesi del vostro progetto?
L'ipotesi del nostro progetto è che le tecniche di risonanza magnetica avanzate possano aiutarci a valutare meglio la rimielinizzazione nella sclerosi multipla. Vogliamo verificare l'affidabilità di queste tecniche e capire se le conoscenze ottenute possano essere applicate anche alle risonanze convenzionali, rendendo questi strumenti più utili e disponibili nella pratica clinica.
Come si fa a verificare la propria ipotesi?
Per verificare la nostra ipotesi, pianifichiamo uno studio che coinvolge circa 2100 partecipanti affetti da sclerosi multipla, basato su dati clinici e immagini di risonanza magnetica. Il nostro studio ha tre obiettivi principali:
(1) Valutare la rimielinizzazione: Identificare le lesioni che si sono rimielinizzate utilizzando tecniche di risonanza magnetica avanzata e studiare come queste siano collegate a segni clinici della gravità della malattia come la disabilità neurologica e cognitiva, e l’atrofia cerebrale. Inoltre, analizziamo se queste misure possono prevedere la progressione della malattia nel tempo.
(2) Controllare l'affidabilità delle misure: Assicurarci che i risultati siano consistenti, standardizzare le misure di rimielinizzazione e valutare come fattori tecnici possano influenzare le misurazioni.
(3) Predire la rimielinizzazione: Utilizzare tecnologie di intelligenza artificiale per prevedere la rimielinizzazione basandoci su immagini standard della risonanza magnetica.
In questo modo, puntiamo a ottenere una comprensione più chiara della rimielinizzazione e a rendere la valutazione dei processi di rimielinizzazione un approccio piu’ facilmente utilizzabile nella pratica clinica.
Cosa dovrebbe cambiare grazie al vostro progetto e per chi?
Con il nostro progetto, ci aspettiamo di migliorare la comprensione dei meccanismi di rimielinizzazione nelle persone affette da sclerosi multipla. Le tecniche di risonanza magnetica che stiamo investigando potrebbero rappresentare misure utili per orientare lo sviluppo di terapie mirate alla riparazione del danno tissutale e alla prevenzione della progressione della disabilità.
Inoltre, queste metodiche potrebbero migliorare le possibilità di monitorare e gestire la malattia in modo più efficace, consentendo trattamenti più personalizzati e tempestivi. L'obiettivo finale è rallentare o fermare la progressione della disabilità, con risultati positivi per i pazienti, i medici e la comunità scientifica.
Cosa le piace particolarmente della ricerca?
Quello che mi piace particolarmente della ricerca è che consente di identificare meccanismi di riparazione che, al momento, sono ignorati nella pratica clinica. Trovo stimolante il fatto che il nostro studio si concentri su metodiche complesse, come l'intelligenza artificiale e la risonanza magnetica avanzata, ma con l’obiettivo finale di rendere queste tecnologie più accessibili in diversi contesti clinici.
Questo approccio non solo avanza la conoscenza scientifica, ma ha anche il potenziale di rendere tecniche avanzate più fruibili e utili nella pratica quotidiana.
Descriva la sua carriera:
Sono un neurologo con un particolare interesse per la sclerosi multipla e l’utilizzo della risonanza magnetica come strumento per la sua valutazione. La mia carriera si è evoluta con un crescente interesse per la statistica e l'intelligenza artificiale, campi che considero fondamentali per migliorare la comprensione e la gestione delle malattie neurologiche.
Mi sono laureato in Medicina all'Università di Padova, in Italia, e successivamente mi sono specializzato in Neurologia all'Università di Milano. Nel 2020, ho deciso di trasferirmi nell'ambiente di ricerca dell'Università di Basilea, un contesto stimolante che mi ha permesso di approfondire ulteriormente la mia passione per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica applicata alla neurologia.