Come si è evoluto il Gruppo regionale Sottoceneri in 45 anni di attività?
Renata: 45 anni sono un traguardo importante. Io e Mariangela siamo entrate a farne parte 27 anni fa! Nel corso degli anni, i cambiamenti non sono stati radicali, ma una cosa è certa: il gruppo è meno numeroso. Purtroppo, non ci sono stati molti nuovi ingressi. Oggi contiamo circa una sessantina di iscritti, ma a partecipare attivamente alle attività sono molti meno. Purtroppo, alcune condizioni si sono aggravate e non riescono più a prendere parte agli incontri, e poi… il tempo passa per tutti!
Mariangela: Ripensando a quei primi momenti, ricordo ancora la nostra prima uscita: fu estiva e andammo a un cinema all’aperto. È stata Renata a coinvolgermi e a farmi entrare nel gruppo!
Quali attività proponete e quali sono le più apprezzate?
Renata: Il nostro calendario è sempre ricco di proposte: passeggiate, gite, visite ai musei, pranzi, incontri settimanali e, fino a poco tempo fa, anche vacanze di gruppo. Purtroppo, il 2023 è stato l’ultimo anno in cui siamo riusciti a organizzarle: troppo impegnative, soprattutto a causa della difficoltà nel trovare volontari disponibili. Durante quest’ultima esperienza c’erano due infermiere volontarie, ma oggi reperire aiuti è sempre più complicato.
Mariangela: Già, molte persone hanno bisogno di assistenza continua per le attività quotidiane, come vestirsi o andare a letto, e senza un adeguato supporto diventa impossibile organizzare una vacanza di gruppo.
Renata: Ma non ci arrendiamo! Per il 2025 abbiamo un ricco programma già pronto!
Come ha affrontato il Gruppo le difficoltà della pandemia?
Mariangela: Il Covid-19 ha avuto un impatto pesante sul nostro gruppo. Abbiamo assistito a un drastico calo nella partecipazione: su tutti gli iscritti, solo una ventina prendono parte attivamente agli incontri. Credo che la paura del contagio abbia lasciato il segno.
Renata: Prima della pandemia, ad esempio, avevamo organizzato una splendida giornata al Fiore di pietra, sul Monte Generoso, con ben 65 partecipanti tra persone con SM, accompagnatori e volontari. Quando l’abbiamo riproposta l’anno scorso, abbiamo ricevuto solo alcune iscrizioni e abbiamo dovuto annullare l’evento. È scoraggiante, e questo calo di adesioni mettea dura prova la motivazione. Tuttavia, ci sono ancora momenti che riescono a riunire tante persone, come il pranzo di primavera e quello di Natale, che rimangono le nostre attività più seguite, con oltre 40 partecipanti.
Il ruolo del volontario è un tema attuale: quali difficoltà avete incontrato?
Renata: Trovare nuovi volontari è una sfida sempre più difficile. Abbiamo bisogno di persone affidabili, su cui poter contare davvero. Organizzare un’uscita significa sapere che chi si offre come volontario sarà presente e consapevole del suo ruolo. Spesso, dall’esterno, il nostro lavoro può sembrare meno impegnativo di quello che sembra, ma quando si entra nei dettagli e si capisce la responsabilità richiesta, molti rinunciano. Fortunatamente, possiamo contare sui nostri attuali volontari, che sono sempre presenti con entusiasmo.
Mariangela: È un impegno a tutti gli effetti, che richiede dedizione, tempo e voglia di mettersi in gioco.
Il Centro d’Incontro è un appuntamento settimanale molto apprezzato. Com’è nato e che valore ha oggi?
Renata: Il Centro d’Incontro è nato molti anni fa, inizialmente in collaborazione con Pro Juventute. Il Comune di Agno ci aveva messo a disposizione una sala eventi con cucina a un buon prezzo. Infatti, una volta al mese organizzavamo anche un pranzo cucinato da noi. Quando Pro Juventute si è ritirata, abbiamo deciso di continuare da soli. Oggi, ci siamo spostati a Viganello. Purtroppo, i partecipanti sono sempre gli stessi, abbiamo pochi nuovi iscritti. Eppure, il valore di questi incontri è enorme.
Mariangela: Io mi diverto molto al Centro d’Incontro, ora sono una presenza fissa perché amo i lavoretti manuali e Monica, la docente, ha sempre idee creative e originali da proporre.
Uno sguardo al futuro: come vi immaginate il GR tra 5 anni in occasione del 50esimo?
Renata: La voglia di continuare c’è, le idee non mancano… ma bisogna anche fare i conti con l’età e le energie! Se starò bene sarò ancora in prima linea… e se ci sono io, ci sarai anche tu, Mariangela! (ride, ndr)
Mariangela: Già, fra cinque anni ne avremo… non lo diciamo! Però tu, Renata, ne hai 5 in più di me! E chissà se avrai ancora la patente! (ride, ndr) Per il futuro, comunque, dovremo trovare qualcuno che possa portare avanti il gruppo…
Renata: D’altra parte, la storia ci insegna che la passione e la dedizione possono portare lontano: mio zio Basilio ha continuato fino a tarda età e noi siamo sulla buona strada!
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