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Nel traffico nonostante la disabilità

La mobilità è un presupposto fondamentale per la partecipazione alla vita sociale. Spesso per le persone con disabilità un’auto è imprescindibile per portare a termine un percorso di formazione, esercitare una professione, curare i contatti sociali e sfruttare le offerte per il tempo libero. A tale proposito si pone però anche la questione relativa all’idoneità a condurre.

Con una malattia come la sclerosi multipla, data l’estrema varietà delle limitazioni e dei sintomi e la loro possibile assenza temporanea, è necessario considerare ogni singolo caso. La valutazione non dipende dalla diagnosi o dal momento in cui questa è stata effettuata, ma dalla gravità della disabilità. Alla domanda riguardante l’idoneità alla guida delle persone con SM non è possibile dare una risposta generale. Ad esempio, disturbi della vista permanenti o una reattività fortemente compromessa da problemi cognitivi possono comportare la mancata idoneità. Se le persone colpite notano un eccessivo affaticamento durante la guida o non si sentono più sicure, dovrebbero consultare il neurologo.

Dal 2015 il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha imposto requisiti precisi per i medici che effettuano gli accertamenti sull’idoneità alla guida. Pertanto è possibile che la neurologa curante mandi gli interessati da un altro medico che abbia svolto i relativi corsi di specializzazione. Per esaminare persone con disabilità, i medici devono disporre del grado di formazione 3. Tali esperti verificano l’idoneità alla guida tramite esami neuropsicologici, valutazioni dei fattori decisivi per l’idoneità e talvolta anche un simulatore di guida. Lo scopo di tali test è quello di garantire la sicurezza sia per gli altri utenti del traffico che per le persone esaminate.

Modifica del veicolo in caso di disabilità fisiche

Molte limitazioni di natura fisica possono essere compensate da una modifica della vettura. Le modifiche più comuni comprendono lo spostamento del pedale dell’acceleratore e del freno, il passaggio a comandi manuali o il montaggio di un supporto per la sedia a rotelle. Se la persona interessata necessita dell’auto e non ha ancora raggiunto l’età di pensionamento, l’assicurazione invalidità si fa carico dei costi della modifica a condizione che quest’ultima sia semplice e funzionale. Le modifiche, corredate di un attestato medico, devono essere notificate in anticipo alla rispettiva Sezione della circolazione. Il medico di fiducia o la Sezione della circolazione responsabile decidono se l’auto deve essere sottoposta a modifiche. Talvolta vengono accertate anche le funzioni fisiche. Una volta acquisita l’autorizzazione dall’autorità competente, il veicolo può essere modificato. Infine è necessario seguire delle lezioni di guida con un istruttore specializzato e superare una prova o un esame.

Attenzione con la cannabis

La questione dell’idoneità alla guida non è ancora stata chiarita, né per la regolare automedicazione con il CBD né per il trattamento con preparati omologati. Ma soprattutto all’inizio di una terapia con prodotti medicinali a base di cannabis è comunque sconsigliato mettersi al volante. La presenza di cannabinoidi nel sangue rilevata durante un controllo può portare a un’azione penale. Una tale eventualità può però essere evitata se la persona si trova sotto stretto controllo medico. In linea di principio si ritiene che il consumatore, dopo la fase di adattamento e l’adeguamento del dosaggio, sia idoneo alla guida. Sarebbe tuttavia opportuno avere sempre con sé un certificato del medico, da presentare in caso di controlli.

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